Lies and the Invisible MSF Hospital Allegedly Hit by Russian and Syrian Airstrikes

Editorial Comment:

The following report was sent to me by Marinella Correggia. The complete article in Italian follows her English outline.

Please use a translator because this article contains invaluable information you will not find anywhere else.

Alexandra Valiente


1) MSF does NOT have any personnel or medical facilities in Syria.

In the opposition-controlled areas, MSF supports hospitals and medical centers (controlled by the opposition).

MSF stated in a press briefing yesterday that all the medical facilities supported by MSF (with the exception of three) ARE HIDDEN and were NOT disclosed as medical centers, in any manner, to either Russia of the Syrian government because the staff and directors were afraid of being hit in airstrikes. But there were no airstrikes in government-controlled areas.

2) About the Idlib hospital allegedly hit days ago, MSF yesterday stated that”the attack to the Ma’arat al Numan hospital was deliberate” – a huge contradiction because the hospital was hidden, operating secretly, so there can be no accusation of hitting a hospital deliberately.

3) MSF also said yesterday that the culprits “were likely the Syrian-government led coalition”.

Where is their evidence?

Surviving staff, belonging to the opposition, that deliberately concealed the existence of the hospital?

4) In a report published yesterday, about the tragedy of the civilians in Syria, MSF stated that the source of this report (please remember: MSF does NOT have anyone in Syria) come from the dozens of medical centers it supports (in “rebel”-controlled areas). Their information comes from the opposition. In this same report, MSF refers to the many medical centers hit by airstrikes, but they were secret and hidden!

5) MSF also spoke of the hospital hit in Azaz a few days ago. But that hospital is NOT supported by MSF, so who gave this information to MSF? It was a third hand information at best. Those who blamed Russia for this attack? Turkey, (known to be very active in the area) and the White Helmets, a not neutral group.

marinella


Siria. Colpito da ignoti l’ospedale invisibile che non era di Msf…

Marinella Correggia
19 febbraio 2016

Nella tragedia assoluta che da anni colpisce la Siria, occorre molta attenzione da parte degli operatori umanitari i quali rischiano di essere strumentalizzati da chi fomenta il conflitto, con il risultato di ulteriori deflagrazioni. Un caso emblematico è qui descritto.

Prima tappa.  Urlo mondiale: «La Russia bombarda deliberatamente un ospedale di Msf». Il 15 febbraio da Gaziantep, Turchia, un comunicato dell’organizzazione medica internazionale Médecins sans frontières (MSf) denuncia un fatto odioso: la distruzione, in due attacchi che fanno molti morti, di un ospedale «sostenuto da Msf» (Msf-supported) nella provincia di Idlib, a Ma’arat al Numan.

Il capo missione Msf dice che «sembra trattarsi di un attacco deliberato a una struttura medica». Msf in quel momento non indica una responsabilità precisa. Ma siccome l’Osservatorio siriano per i diritti umani (dell’opposizione) accusa gli aerei russi, la notizia in mondovisione diventa: «La Russia bombarda deliberatamente un ospedale di Msf». In una situazione tragica, notizie come queste sono quel che Turchia e sauditi aspettano per entrare definitivamente nel paese e aiutare una guerra senza fine.

Seconda tappa. Richiesta di chiarimento a Msf: Sulla base del comunicato di Msf, dell’assenza di riflessioni critiche da parte dei media e del fatto che l’organizzazione medica non è presente in Siria né con proprie strutture né con proprio personale, bensì opera a sostegno di strutture locali e solo nelle zone controllate militarmente dall’opposizione (il governo non ha dato il permesso di aprire strutture nelle aree che controlla, così diceva un comunicato di tempo fa), il 16 mattina mandiamo alla struttura alcune domande. Intanto Russia e Siria negano recisamente ogni responsabilità e additano la mancanza di prove in merito. Domande:

  1. La struttura di Ma’arat non era un ospedale di Msf ma solo sostenuto da Msf. Chi la gestiva?
  2. Perché l’ospedale non era segnalato e le sue coordinate non sono state comunicate alle parti in lotta, come era avvenuto invece per l’ospedale direttamente gestito da Msf di Kunduz in Afghanistan?
  3. Chi accusa gli aerei russi? E su quali basi e prove?
  4. Prima della guerra, l’edificio era già un ospedale?
  5. Sulla base di quali elementi Msf parla di «attacco deliberato a una struttura medica» (crimine di guerra) visto che l’ospedale non era segnalato?
  6. Come mai Msf dice che adesso 40mila persone sono senza ospedali? Non ci sono ospedali governativi nell’area?
  7.  Quanto all’ospedale materno-infantile colpito ad Azaz, sempre indicato nel vostro comunicato, poiché Msf dichiara che non si tratta di una struttura che sostiene, qual è la fonte della notizia?

Terza tappaMsf dichiara da Ginevra : Per giorni e giorni, Msf non riesce a rispondere malgrado i solleciti (è la sede entrale a Ginevra a rispondere a questo genere di domande). Ma ecco che il 17 febbraio la direttrice delle operazioni di Msf Francia Isabelle Defourny e la presidente di Msf Johanne Liu in conferenza stampa a Ginevra rilasciano dichiarazioni che in pratica rispondono a buona parte dei nostri dubbi.

Ecco dunque le dichiarazioni che dà Msf. Si possono leggere in inglese qui: e qui  tanto per citare due fonti molto diverse).

L’ospedale era nascosto, nient’affatto segnalato. Msf ha deciso di non segnalare in nessun modo a Russia e Siria le coordinate delle strutture mediche nelle aree controllate dall’opposizione e sostenute e finanziate da Msf (senza la presenza di personale Msf). Solo tre strutture in zone di intensi combattimenti sono segnalate agli ambasciatori russi a Ginevra e Parigi. Le altre no. Perché questa stranezza? Perché non segnalare in tutti i modi un ospedale, struttura protetta dalle Convenzioni di Ginevra? Risposta: perché non lo vogliono gli staff e la dirigenza delle strutture siriane sostenute da Msf nelle aree controllate dall’opposizione. Paura di essere colpiti. In un appello diffuso il 18 febbraio, Msf chiede ai membri del Consiglio di sicurezza  «e in particolare a Francia, Russia, Regno unito e Stati uniti che sono parte attiva nel conflitto», di impegnarsi per fermare il massacro e per la protezione dei civili evitando i combattimenti in aree civili. Nel rapporto  che accompagna l’appello e che è stato redatto sulla base dei dati  «raccolti in 70 fra gli ospedali e strutture sanitarie supportate dall’organizzazione in Siria nordoccidentale, occidentale e centrale», Msf «denuncia che 63 ospedali e strutture sanitarie supportate da MSF sono state attaccate o bombardate in 94 diverse occasioni nel solo 2015; e nel 2016 ben 17, di cui sei supportate da Msf»Ma appunto: queste strutture, per ammissione di Msf, non erano segnalate come ospedali. Comunque, dopo il fatto degli ultimi giorni, sostiene che si aspetta che suoi affiliati siriani si coordinino con il governo siriano.

«Attacco deliberato a una struttura medica», quando questa non era in alcun modo riconoscibile come tale? Davanti a questa contraddizione,  Msf  (non) precisa: «The attack can only be considered deliberate». Se l’inglese ci assiste, vuol dire: «l’attacco non può che essere considerato deliberato». Ma anche se la frase fosse solo possibilista, la contraddizione rimarrebbe.

Quali i colpevoli e con quali prove e chi lo dice? Joanne Liu, presidente internazionale di Msf, dichiara: «L’attacco è stato probabilmente portato dalla coalizione guidata dal governo siriano, la più attiva nella regione», cioè dall’esercito siriano o dagli aerei russi. Probabilmente? Quali le prove dunque? «Parliamo di probabilità perché come unici fatti abbiamo le percezioni dello staff locale. I sopravvissuti ritengono che l’attacco sia stato condotto dalla coalizione guidata dal governo». E anche «raccogliere prove richiede tempo». Ma insomma: possono forse dichiarare qualcosa di diverso gli operatori di un ospedale dell’opposizione che ha preferito non segnalarsi come struttura medica?  (Va detto che anche il Pentagono non ha fornito prove sulle responsabilità dell’attacco imputato ai russi o ai siriani, ad aerei o a missili, affermando che «il punto non è chiaro»).

Rimane inevasa la domanda sulla presenza o meno nelle aree controllate dall’opposizione, di ospedali governativi e statali, ovviamente prima esistenti. Approfondiremo in altra sede. Ma di certo la zona di Idlib è sotto il controllo di una coalizione ombrello di gruppi islamisti, Jaish Al Fatah (Esercito della conquista), in un rapporto a geometria variabile con altre formazioni salafite o qaediste come al Nusra. E secondo precedenti denunce governative (tanto per citare anche l’altra parte), questi armati hanno via via occupato o distrutto i centri medici del governatorato, compreso il famoso ospedale Jisr al Shugur.

Rimane la domanda sull’ospedale di Azaz. Ma non può essere Msf ad avere informazioni, che non sosteneva la struttura e non è presente in Siria con propri operatori. In quel caso le accuse agli aerei russi vengono dal governo turco e dall’opposizione siriana, in particolare i White Helmts ovvero Elmetti bianchi. Ma chi sono gli Elmetti bianchi, o Syrian Civil Defense, “organizzazione di volontari per il soccorso”?  Non proprio una fonte imparziale e nemmeno immacolata. Alcuni loro membri, che a differenza dell’ospedale di Idlib sono ben identificabili (elmetto bianco e simbolo sulla divisa)  sono stati coinvolti in esecuzioni sommarie che lo stesso organismo non nega pur condannando l’accaduto. Come dichiara il loro fondatore, l’ex ufficiale britannico James Le Mesurier alla tivù amica Al Jazeera del Qatar, gli Elmetti sono stati formati in Turchia (dove l’inglese lavorava, non si sa a che cosa) a partire dal 2013, con finanziamenti di Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna.Mark Ward, che al Dipartimento guida l’assistenza Usa alla Siria, spiega che «niente tiene insieme una comunità meglio degli sforzi di soccorrere le vittime».

Peccato che proprio Usa, Turchia e alleati abbiano fatto di tutto per trasformare la Siria in un cimitero.

SIBIALIRIA