DUE MESSSAGGI DALLA SIRIA SUI BOMBARMENTI SUL CAMPO DI YARMUK

Posted on September 10, 2012 by

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Due messaggi dalla Siria sui bombardamenti (di chi?) sul campo palestinese di Yarmuk
I media “mainstream” ripetono che l’esercito siriano sta bombardando i campi palestinesi di Yarmuk. Ecco due voci dalla Siria che dicono la loro su come stanno in effetti andando le cose. Le voci si discostano entrambe decisamente dal coro dei media che propendono per l’appoggio ai gruppi armati d’opposizione e ai loro facilitatori politici come il Cns, ma non coincidono completamente fra di loro, perché la prima è di un giovane ingegnere che non sta con l’opposizione, la seconda – sul blog di Karim Metref – è di un esponente dell’opposizione non armata (che oltre a parlare di Yarmuk, dice” Non si parla più di democrazia e libertà” e “non c’è nessun Esercito libero siriano: ci sono gruppi armati e il legame tra loro è il radicalismo religioso e l’odio del regime perché non è in mano ai sunniti”.

E’ difficile conoscere la verità, e bisogna fare la tara. Ma di una cosa possiamo stare certi: la narrazione dei media ufficiali è certo menzognera. E chiunque creda di avere la verità in tasca e di poter condannare una parte sola pecca di presunzione o è interessato.

Marinella Correggia

PRIMO PUNTO DI VISTA DALLA SIRIA SUI BOMBARDAMENTI A YARMUK

Iyad: “Sono bugie, bugie e sempre bugie!!Non è la prima volta che i terroristi prendono di mira le case palestinesi con mortai per dare l’impressione che è l’esercito regolare a bombardarli. Lo fanno in corrispondenza con le operazioni militari dell’esercito a Tadamon. Lo stesso scenario si è verificato un mese fa. La famiglia di mio zio viveva a Tadamon ed è stata sfollata da là, e i terroristi adesso occupano la loro casa. Mio cugino ha detto che la moschea vicina a loro viene usata come base e che i gruppi armati hanno molti di tipi di armi: bombe mortaio, Rpj ecc). Ma ti dico che questo gioco è arrivato troppo in là, è vecchio ormai ed è difficile farlo credere agli abitanti. I palestinesi sanno chi fa queste cose. Il governo non trae beneficio dal bombardare civili per poi esserne incolpato da tutto il mondo. Qui c’è la dichiarazione di un comitato palestinese, il Comitato popolare che dice che “Prendono di mira i palestinesi per punirli di non essersi coinvolti nelle proteste”: http://rtv.gov.sy/index.php?d=13&id=102203

SECONDO PUNTO DI VISTA DALLA SIRIA SU YARMUK E ALTRO
http://karim-metref.over-blog.org/article-siria-chattando-dall-inferno-109548434.html

Ecco è riapparso di nuovo. Il mio amico Hamed è vivo e sta cercando di nuovo di scappare dalla Siria.

Qualche mese fa avevo pubblicato l’intervista in cui mi diceva che era in Algeria. Ha girato un po’ in Algeria e dopo un po’ mi ha lasciato un messaggio su Facebook. “Torno in Siria”. Non posso stare a guardare in TV quello che succede nel mio paese.”

A quella epoca, Damasco, la sua città, era ancora fuori dalle zone di combattimento e si sperava potesse in qualche modo esserci una soluzione pacifica. Ora, mi dice, è tutto precipitato. É di nuovo disperato e dice che non ha più un posto in quel macello.

Mi annuncia che è sul confine con la Turchia, in una cittadina tutta distrutta e disertata dai suoi abitanti. Chatta da un portatile con Sim Card turca.

Una breve chiacchierata in cui mi dice che la sua famiglia è salva ma la casa di suo padre, in un quartiere limitrofo del campo profughi del Yarmouk, a Damasco, è stata rasa al suolo.

In mente mi ritornano le belle serate che abbiamo passato in quella casa. Le “mezzé” della mamma Khaoula accompagnate da fiumi di araq. Le risate, i canti, le storie di quelle serate echeggiano ancora nella mia memoria. Tutto quello è crollato. La casa è distrutta e la banda di folli che ci si divertiva è dispersa per sempre. Alcuni cercano dove nascondersi, altri, forse i più fortunati, sono morti.

descrive un paese con città intere distrutte, gente che gira senza trovare via di scampo e forze armate, una più criminale dell’altra, che giocano ad una specie di macabro gioco del gatto e del topo. Gruppi armati che entrano nei quartieri abitati. Sparano da lì sull’esercito che risponde con i bombardamenti a tappeto. Una macabra logica del caos, che cerca di chiudere definitivamente la strada a qualsiasi soluzione pacifica. Un paese dove a comandare è la forza di fuoco. Punto e basta.

Poche battute amare, piene di disperazione “Amico mio, siamo arrivati ad augurarci la morte.” Poche informazioni. Poi scompare di nuovo. “Hamed… Ci sei ancora?” Silenzio. Resto solo con la paura per lui… speriamo fino alla prossima comunicazione.

Qui di seguito la traduzione del testo integrale della nostra chat.

Poi sotto il testo originale in arabo.

Hamed: Marhaba, amico mio

Karim Metref: Marhaba Hamed!

Hamed: Come stai?

Karim Metref: Ben. E tu come te la stai cavando in Turchia?

Hamed: Io sono in Siria di nuovo. Ieri i Turchi ci hanno cacciati via.

Karim Metref: No!!!ا

Hamed: Te lo giuro.

Karim Metref: perché? Dove eri? In un campo?

Hamed: A Kilis. Non ci hanno fatto entrare nel campo. Abbiamo dormito due notti sotto le stelle, poi ci hanno cacciati via. Adesso siamo a Marea

Karim Metref: Marea? Dov’è? Sul confine?

Hamed Sì. Ma domani tenterò di nuovo di entrare per andare a Istambul questa volta

Karim Metref Ok. Speriamo che ce la farai.

Hamed Amico mio, siamo arrivati ad augurarci la morte.

Karim Metref Ho un amico Turco che vive a Torino. Gli chiedo se può trovarti qualche aiuto a Istambul.

Hamed Ti ringrazio. Io ti sto stancando con me. Però che fare?

Karim Metref Per quel poco che posso fare, non c’è problema. Avrei voluto poter fare di più.

Hamed Grazie della solidarietà. Questo è il più important. Sul serio. Noi siamo soprattutto stanchi moralmente. Non sono i problemi materiali quelli peggiori

Karim Metref Lo so. E la tua famiglia come sta?

Hamed Si stanno bene. Solo che hanno dovuto scappare. Ti ricordi la casa di mio padre? Ebbene non c’è più.

Karim Metref Sì me la ricordo. Nooo! Dove sono adesso?

Hamed Nelle scuole dentro al campo. Il Campo profughi del Yarmouk. Nella parte che non è distrutta.

Karim Metref Vuol dire che anche Il Yarmouk è diventato campo di battaglia?

Hamed Lametà più o meno. Il complesso scolastico e Via Al Yarmouk finora sono sicuri.

Karim Metref E le scuole in cui sono chi le sorveglia? L’esercito regolare o gli altri?

Hamed Non pensare che l’esercito libero è meglio dell’esercito di Assad. Le due parti usano la popolazione civile come scudo.

Karim Metref Non ti preoccupare. Non ho questa idea. Io non credo che possa nascere un movimento pulito finanziato da soldi sporchi.

Hamed

Ok. Per il momento nel campo ci sono dei comitati popolari che assicurano la protezione

Karim Metref Armati?

Hamed Certo, armati!

C’è nel campo circa 200.000 civili siriani che si sono rifugiati. Perchè nei primi giorni di Ramadhan l’esercito libero è entrato nel campo. La gente non ha voluto scontrarsi con loro. Loro hanno sfruttato questa neutralità e hanno cominciato a sparare dalle case civili sulle forze regolari.

L’esercito a cominciato ha risposto al fuoco con bombardamenti.

Karim Metref Ho capito

Hamed Uno più bastardo dell’altro. Capisci.

Karim Metref Certo.

Hamed E poi sono portatori di una ideologia salafista wahhabista.

Karim Metref E i comitati popolari nel campo sono misti o solo palestinesi?

Hamed No, sono palestinesi dei movimenti di sinistra (tipo FPLP, FDLP) e liberali (Fattah). Come sai al Yarmouk c’è una forte resistenza contro l’integralismo.

Karim Metref Lo so lo so. Ma questo potrebbe portare a scontri con l’esercito libero?

Hamed C’è stato un poì’ di scontro ma non importante. Per ora né l’esercito libero vuole scontrarsi con loro né loro con l’esercito libero. Vogliono solo far arrivare il messaggio che è vietato usare i quartieri abitati come base d’attacco. Perché poi l’esercito regolare si vendica dalla popolazione civile senza pietà. Ti è chiaro?

Karim Metref Chiaro.

Hamed La situazione più difficile in Siria è quella della sinistra.

Karim Metref Lo so.

Hamed Perché i due campi attaccano senza pietà. Io sono ricercato da tutti e due.

Karim Metref Ti avevo raccontato che noi in Algeria abbiamo vissuto la stessa cosa. Non con la stessa violenza. Ma eravamo anche noi tra due fuochi. Di qua criminali di là peggio.

Hamed Abbiamo due flagelli: di qua il nazionalismo arabo e di là l’islamismo.

Karim Metref Ma l’esercito libero, perchè ce l’ha con te?

Hamed Non c’è nessun esercito libero. Ci sono gruppi armati disseminati sul territorio. E ognuno di loro è uno stato a parte.

Karim Metref Ok

Hamed Il legame tra loro è il radicalismo religioso e l’odio del regime perchp non in mano ai sunniti. Ma di democrazia e libertà non parla più nessuno.

Karim Metref Certo.

Hamed Io ho deciso di lasciare il paese perchè non ho più un posto. Non voglio scegliere tra l’ingiustizia in nome del nazionalismo e quella in nome dell’integralismo.

Karim Metref Vero. Ma la città dove sei è tranquilla?

Hamed Non c’è più una città è tutto un rudere.

Per non preoccuparti per me, ti dico che sono circa 5000 persone qua che aspettano di entrare in Turchia. Quindi male condiviso è un male a metà.

Karim Metref E da dove stai scrivendo adesso?

Hamed C’è un ragazzo qua che ha un Laptop e una sim turca. Qui si prende la rete turca.

Karim Metref Ho capito. Per questo riesci a scrivere liberamente.

Hamed Sì. Certo. Però quando ho sparlato dell’esercito libero il ragazzo era lontano. Perchè se leggesse quello che ho detto potrei essere preso per una spia e essere denunciato a loro.

Karim Metref MA chi controlla quella zona dove sei? L’esercito o l’opposizione?

Hamed Ho l’impressione che l’esercito ha volutamente lasciato questa zona libera. Perché ha delle postazioni molto vicine e può in qualsiasi momento bombardare o attaccare.

Però è come se volessero far vedere al mondo il rapporto tra gli insorti e la turchia.

Karim Metref Ma la mia impressione è che la Turchia, che è più furba, sta usando voi sfollati per cercare di affrettare un intervento militare.

Karim Metref Ci sei ancora?

…. Silenzio

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